L'urbanistica moderna nasce con la rivoluzione industriale. I meccanismi tradizionali si stravolgono, le città si espandono e nasce il concetto di centro storico.

L'immigrazione ridisegna le città e genera il problema della casa per i ceti operai.

La trama urbana ottocentesca traccia isolati a corona continua in addizione radiale, si introduce il concetto di igiene urbana e si cercano modelli alternativi.

In Europa dilaga il Movimento Moderno, in Italia nasce lo IACP.

Mentre a Roma si costruisce La Garbatella, in Germania si fabbricano le Siedlungen,

quartieri monofunzionali satellite sul concetto di separazione delle funzioni e aree specializzate.

L'architettura italiana apre alle istanze moderniste, ma con diffidenza: nasce il razionalismo.

Sorgono le borgate ufficiali, la risposta alle Siedlungen e manifesto dell'architettura moderna italiana diretta ai ceti popolari.

___

Borgata.
C’è qualcosa di dispregiativo in questo termine che deriva da borgo:
un pezzo di città che non ha la completezza e l’organizzazione per chiamarsi quartiere,
o un agglomerato rurale chiuso da un sistema economico di tipo feudale,
in una dimensione che ne vieta lo sviluppo ad organismo completo.

 

Borgata è una sottospecie di borgo,
un pezzo di città in mezzo alla campagna,
che non è realmente né l’una, né l’altra cosa.

___

Paolo Petaccia | Andrea Greco

Borgate, l'utopia razional-popolare

Officina edizioni | 2016

Prefazione Prof. Arch. Paolo Avarello (1948 - 2021)

Ordinario di Urbanistica Roma Tre | Presidente INU